Approfondimento
La storia del gioco d'azzardo in Italia: dal Ridotto di Venezia ai casinò online
C'è un dettaglio che pochi giocatori italiani conoscono: il casinò, come istituzione, l'abbiamo inventato noi. Non è un modo di dire — il primo casinò pubblico della storia aprì a Venezia quasi quattro secoli fa, e la sua eredità arriva dritta fino a uno dei 52 concessionari online che recensiamo oggi. Questa è la storia del gioco in Italia: quattro secoli di dadi, numeri, schedine e — da ultimo — schermi.
1638: il Ridotto di Venezia, il primo casinò del mondo
Nel 1638 la Serenissima fece una cosa che nessuno stato aveva mai fatto: invece di vietare il gioco che dilagava nei palazzi durante il Carnevale, lo regolamentò, aprendo il Ridotto — una sala da gioco pubblica, controllata dal governo, con regole e orari. È esattamente la logica che ritroveremo quattro secoli dopo nel sistema delle concessioni: incanalare il gioco dentro un perimetro controllato invece di lasciarlo al mercato nero. Il Ridotto fu chiuso nel 1774, ma la tradizione veneziana non si spezzò mai: il Casinò di Venezia, che ne rivendica l'eredità, si presenta come la casa da gioco più antica del mondo — e oggi opera anche online come concessionario ADM, con la nostra recensione a raccontarne la versione digitale.
Il Lotto: il gioco di stato per eccellenza
Ancora prima del Ridotto, a Genova, dalle scommesse sull'estrazione dei nomi dei governanti nacque nel Cinquecento il gioco del Lotto. Gli stati preunitari capirono presto il potenziale e lo trasformarono in monopolio pubblico; l'Italia unita ereditò il modello. Il Lotto è il filo rosso della storia italiana del gioco: il primo caso in cui lo Stato non si limita a permettere il gioco, ma lo gestisce — l'antenato diretto dell'idea di monopolio che darà il nome ad AAMS, l'amministrazione dei monopoli istituita nel 1927.
Novecento: Sanremo, il Totocalcio e la schedina
Il primo Novecento porta i casinò terrestri "moderni": Sanremo apre nel 1905, e con Venezia, Campione e Saint-Vincent forma il ristretto club delle case da gioco autorizzate italiane — quattro eccezioni in un paese dove il codice penale, ancora oggi, vieta in via generale il gioco d'azzardo fuori dai canali autorizzati. Il dopoguerra inventa invece il rito nazionale: il Totocalcio nasce nel 1946 e per mezzo secolo "fare tredici" è sinonimo di svolta nella vita. Seguono Lotterie nazionali, Superenalotto (1997) e i Gratta e Vinci — ogni volta con lo stesso schema: gioco di massa, gestione statale.
Anni 2000: internet cambia tutto
All'inizio degli anni 2000 gli italiani scoprono il poker e i casinò online — quasi tutti su siti esteri, fuori da ogni regola italiana. Lo Stato risponde come Venezia nel 1638: regolamentando. Il decreto Bersani del 2006 apre il mercato del gioco a distanza; arrivano prima le scommesse e i giochi di abilità, poi — nel 2011 — il poker cash e i giochi da casinò veri e propri. Nascono i concessionari online, il vecchio marchio "AAMS" diventa il sigillo che separa i siti legali da tutto il resto, e dal 1° dicembre 2012 l'ente confluisce nell'ADM. Il 2018 aggiunge l'ultimo tassello del quadro attuale: con il Decreto Dignità, il divieto di qualsiasi pubblicità del gioco, anche indiretta, su qualunque mezzo.
Oggi: 52 concessionari e un registro pubblico
Il risultato di questa storia è il mercato attuale: un numero chiuso di operatori autorizzati — oggi 52 concessionari per il gioco a distanza — iscritti in un registro pubblico che chiunque può consultare, con obblighi su fondi, età, certificazione dei giochi e autoesclusione nazionale. Quattro secoli dopo il Ridotto, la logica è la stessa: il gioco esiste comunque, meglio dentro regole verificabili. Noi facciamo il pezzo successivo: dentro quel perimetro legale, misurare chi tratta meglio i giocatori.
Fonti
Riferimenti normativi del quadro moderno: decreto-legge 223/2006 (Bersani), decreto direttoriale 666/2011 (giochi da casinò online), art. 23-quater D.L. 95/2012 (AAMS→ADM), art. 9 D.L. 87/2018 (divieto di pubblicità). Le date storiche citate — dal Ridotto del 1638 al Totocalcio del 1946 — sono documentate dalla storiografia del settore e dalle stesse case da gioco storiche italiane.
Ora che sai come funziona, gioca solo dove sei protetto: